L’omeopatia non è una pratica di medicina alternativa solo per gli uomini. La veterinaria si sta infatti interessando di questa particolare disciplina e tra gli animali che per prima stanno sperimentando i benefici dell’omeopatia ci sono proprio i cani.

I nostri amici a quattro zampe sono dunque tra coloro i quali possono sicuramente giovarsi di una terapia omeopatica, con gli stessi vantaggi che riguardano noi umani. Vediamo cosa c’è da sapere.

L’individualizzazione

Chi ha una certa dimestichezza con i rimedi omeopatici sa bene che si tratta di terapie che sono fortemente individualizzate. L’omeopata ci riempie di domande non appena ci sediamo per la prima volta nel suo studio per capire che tipo di disturbi abbiamo, come il nostro corpo e la nostra psiche reagisce e soprattutto per conoscere quello che è il nostro percorso.

La cosa è ovviamente più difficile con il cane, che non può assolutamente rispondere alle nostre domande e quindi l’aiuto dell’”umano di riferimento” è di fondamentale importanza.

Sarà dunque importantissimo individuare:

  • quali sono i sintomi
  • quando si presentano
  • come reagisce la personalità del nostro amico
  • quali sono i comportamenti quando si presentano i sintomi

Le specificità dell’omeopatia per i cani

L’omeopatia differisce in modo sostanziale, a livello filosofico e pratico, dalla medicina “ufficiale” e così cambiano sia le modalità di somministrazione sia i risultati che possiamo aspettarci.

  • i rimedi omeopatici non vanno somministrati con il cibo, ma un’ora prima dei pasti.
  • i medicinali aggiuntivi per il cane che non sono di natura omeopatica vanno concordati con l’omeopata
  • anche i vaccini vanno discussi con l’omeopata
  • la diarrea e una diuresi frequente sono parte del processo di cura. Secondo gli omeopati si tratta di sintomi che dovrebbero essere ostacolati il meno possibile.

Come si sceglie un buon veterinario omeopata?

Principalmente con il passaparola, fidandoci solo di omeopati che possono mostrare un percorso di studi adeguato e, cosa più importante, di aver ottenuto risultati con i cani di amici e conoscenti.

IL benessere del nostro cane può essere sicuramente recuperato grazie all’omeopatia, ma rivolgersi ad un professionista affermato è sicuramente qualcosa di fondamentalee.

RimediOlistici.com è il primo sito italiano ad offrire, in una visione d’insieme, una finestra su tutti quelli che possono essere considerati metodi accettati dall’impianto medico-filosofico olistico.

Se ne parla infatti sempre di più anche se si continua, complice anche la confusione creata ad arte da chi vorrebbe speculare sui metodi di cura alternativi e non, a saperne davvero poco ed è proprio da qui che nasce la necessità di un sito informativo sul mondo olistico.

RimediOlistici.com è un sito internet ma anche una community che si sviluppa sui canali di Facebook, riuscendo a collegare i professionisti con i pazienti e i semplici curiosi che hanno bisogno di saperne di più sui trattamenti a cui dovrebbero sottoporsi.

Omeopatia, medicine alternative, ma anche tanto altro

Chi pensa che l’olismo in medicina possa essere ricondotto esclusivamente a omeopatia e a pratiche alternative si sbaglia di grosso, in quanto, e RimediOlistici.com ne è la riprova, la medicina olistica è forse la più sincretica delle filosofie moderne.

Al suo interno possono infatti trovare cittadinanza sia le pratiche di medicina alternativa più comuni, come ad esempio l’omeopatia, la fitoterapia e la naturopatia, sia altre pratiche di benessere, di recupero personale e di purificazione, tra le quali:

  • Reiki: la tecnica giapponese di imposizione delle mani, che ci aiuta a tornare in equilibrio con l’energia vitale, superando patologie, momenti di particolare stress o di malessere.
  • Aromaterapia: perchè profumi particolari possono essere la chiave di volta per superare disturbi psicosomatici, anche importanti.
  • Agopuntura: duemila anni di tradizione medica cinese che, a colpi di risultati, sono riusciti ad imporsi anche nella terra degli scettici, ovvero in Occidente.
  • Pratiche ancora poco conosciute in Europa, come Cosmomedicina, Coreoterapia, metodo Feldenkrais, Isoterapia, Litoterapia e, perché no, anche medicina tradizionale.

RimediOlistici.com è il crocevia digitale italiano per chi vuole saperne di più prima di incontrare un medico che possa offrire questo tipo di approccio o che voglia semplicemente essere reso edotto sulle possibilità offerte dalle esperienze di guarigione e di cura di tutto il mondo e di tutti i tempi.

Seguire il sito è davvero semplice: si possono utilizzare sia PC che Smartphone e per chi non vuole perdersi neanche uno dei numerosi e frequenti aggiornamenti, basterà seguire la pagina Facebook, dove vengono condivisi e discussi tutti gli articoli del giorno.

Le persone pensano che “aromaterapia” si riferisca a tutto ciò che profuma di buono, come le candele profumate, i pot-pourri e i profumi di ogni genere e tipo.

Noi che invece ci occupiamo di aromaterapia, usiamo il termine per fare riferimento all’applicazione terapeutica degli oli essenziali vegetali (solitamente diluiti in qualche tipo di soluzione, spesso in altri oli vegetali) da persone qualificate e che hanno studiato per raggiungere queste competenze e questi obiettivi.

Perché è importante conoscere gli oli essenziali

C’è un crescente corpus di ricerca di laboratorio e di studi clinici che puntano a confermare le notevoli proprietà curative degli oli essenziali.

Gli oli essenziali sono ampiamente disponibili nei negozi, nelle cooperative e nelle farmacie che hanno più fiuto per i rimedi efficaci e sono sempre più utilizzati in ospedali e cliniche.

Mentre la maggior parte degli oli essenziali sono assolutamente sicuri e privi di effetti collaterali se usati correttamente, è importante comunque prestare attenzione al dosaggio, alla purezza, alla somministrazione degli stessi e alle possibili interazioni con altri farmaci che si potrebbero prendere in concomitanza con la terapia a base di aromi.

Si dovrebbero anche cercare prodotti di qualità, dato che ci possono essere grandi differenze tra quello che userebbe un aromaterapista professionale e ciò che è venduto nella vendita al dettaglio e nelle farmacie.

Quali sono gli usi terapeutici più comuni?

Di seguito ci sono alcuni usi terapeutici comuni per alcuni oli essenziali:

  • Infezioni batteriche, fungine e virali : Tea Tree Oil (Melaleuca alternifolia) ,Menta piperita (Mentha piperita)
  • mal di testa, febbre, nausea e stanchezza
  • ustioni minori: lavanda (Lavandula angustifolia)
  • insonnia, dolore e cura della ferita
  • Problemi di pelle, infiammazioni: camomilla (Matricaria recutita)
  • Tonico e antidepressivo: bergamotto (Citrus bergamia), Rosmarino (Rosmarinus officinali)
  • Infezioni delle vie respiratorie: eucalipto (Eucalyptus globulus, Eucalyptus radiata, Eucalyptus smithii), Zenzero (Zingiber officinalis)
  • Nausea e infiammazione
  • Infezioni fungine: Citronella (Cymbopogon citratus), Basilico (Ocimum basilicum)
  • anti-parassitario e repellente per insetti: Mandarino (Citrus reticulata)

Qual è la differenza tra “aromaterapia” e “terapia agli oli essenziali“?

Fondamentalmente, questi termini significano la stessa cosa. Pensiamo che il termine “aromaterapia” è un po’ un parolone perché implica che tutti gli oli essenziali siano di buon odore.

Al contrario, ci sono molti oli essenziali che non hanno un odore piacevole.

Inoltre Aromaterapia implica che l’olio essenziale debba essere annusato o respirato.

Pensiamo invece che il termine “terapia all’olio essenziale “ è un nome più descrittivo per questa branca, anche se ci riferiamo ad esso come ”aromaterapia” perché ha attualmente è un termine più conosciuto.

Quali sono gli oli essenziali?

Olio essenziale essenziale oilsAn è un prodotto naturale Estratto da una specie di pianta singola. Non tutte le piante producono oli essenziali, e nelle piante che fare, l’olio essenziale può essere trovato nelle radici, steli, foglie, fiori o frutti.

È importante notare che gli oli essenziali non si avvertono sulla pelle come oleosi. Sono chiamati “oli” perché contengono sostanze chimiche solubili in olio nella pianta (solitamente 100–200 sostanze chimiche per olio essenziale).

Questa complessa chimica offre oli essenziali dalle proprietà terapeutiche importanti e spiega perché diversi oli essenziali possono avere effetti di sovrapposizione tra loro, offrendo risultati combinati e olistici.

Come vengono estratti gli oli essenziali?

È importante di sapere qualcosa riguardo come gli oli essenziali sono estratti perché oli dalla stessa pianta estratti in modi diversi possono offrire prodotti finali non omogenei e diversi tra loro.

La distillazione a vapore e l’espressione sono i due modi principali per estrarre un olio essenziale da una pianta. R

Distillazione a vapore

Con questo metodo, il vapore è diretto attraverso i fiori o le fogli della pianta. Il vapore vaporizza le sostanze chimiche più leggere contenute all’interno della pianta. Il vapore viene poi condensato attraverso un processo di raffreddamento.

Questo processo genera due prodotti:

  • l’olio essenziale, che contiene molecole solubili nell’olio
  • idrolato o idrosol, che contiene molecole solubili in acqua

L’acqua di Rose è uno degli idrolati più conosciuto e più diffusi in tutto il mondo, con molti usi culinari e cosmetici.

Espressione

L’espressione viene utilizzata per estrarre gli oli essenziali dagli agrumi. L’espressione è il processo che prevede il raschiamento della buccia di un agrume per rilasciare gli oli. Ad esempio, quando grattuggiamo un limone, il profumo di limone sale nell’aria, perché gli oli volatili sono stati rilasciati dalle sacche che si trovano nella buccia.

Estrazione supercritica a base di CO2

In questa estrazione il biossido di carbonio viene utilizzato come solvente. Viene aggiunto ed eliminato con complessi procedimenti chimici e permette di avere un olio essenziale molto puro.

Ipertensione Omeopatia e Olismo

Rimedi omeopatici per l’ipertensione ? Certo che si può, anche se quando si tratta di malattie che coinvolgono il sistema cardio-circolatorio il buon omeopata vi indirizzerà verso rimedi olistici, ovvero verso un’approccio più completo e profondo.

L’ipertensione arteriosa è uno dei mali più comuni nella società moderna, dove i ritmi impossibili ed una dieta non proprio impeccabile contribuiscono entrambi allo sviluppo della patologia in questione.

Si può intervenire in modo olistico e/o omeopatico, cercando di evitare quello che è il percorso, o meglio, il circolo vizioso malattia-rimedio, che se è vero che può allungarci la vita, è altrettanto vero che ci imprigiona nella gabbia di farmaci che ci faranno sentire ed essere malati per sempre.

I rimedi olistici per l’ipertensione

Prima di affrontare i rimedi più strettamente omeopatici è forse il caso di affrontare quelli che sono i rimedi olistici per l’ipertensione, un percorso di vita che non ci tornerà utile soltanto persuperare l’ipertensione arteriosa, ma più in generale per recuperare salute e benessere.

L’importanza della dieta

Per le patologie di carattere cardio-circolatorio la dieta è sicuramente lo strumento più adatto, la medicina più efficace. Dobbiamo cercare di:

  • ridurre il consumo di sale e più in generale di sodio
  • fare attività fisica, anche leggera (una camminata al giorno di 20 minuti può essere più che sufficiente)
  • aumentare il consumo di frutta, verdura e più in generale di fibre

Certo, non può essere soltanto la dieta a farci superare il problema, ma da sicuramente una grossa mano.

I rimedi omeopatici per l’ipertensione

Come al solito, è assolutamente necessario rivolgersi ad uno specialista omeopata, evitando, soprattutto in presenza di una patologia seria come l’ipertensione, il fai da te.

Si utilizzano, a seconda delle caratteristiche del paziente diversi rimedi:

  • Argentum Nitricum: per chi non si ferma mai ed è sempre agitato, dovendo l’ipertensione più alla sua indole
  • Aconitum Napellus: per calmare chi è agitato e ha paura di morire
  • Nux Vomica: per il paziente che è irritabile, che fuma nervosamente e che diventa spesso paonazzo
  • Ignatia Amara: per chi vive un’emotività repressa, che causa anche tremori, spasmi, contrazioni

La necessità di una visita specialistica

Quando siamo davanti a patologie importanti come possono essere quelle a carico dell’apparato cardio-vascolare-circolatorio, è necessario visitare uno specialista, allo scopo di individuare quali siano le nostre vere e autentiche condizioni di salute.

Questo non vuol dire abdicare ai rimedi allopatici, dato che si può scegliere un cardiologo omeopata senza troppi problemi.

Guarire non vuol dire soltanto imbottirsi di medicinali e entrare nel circolo vizioso malattia-cura. Non è così che lo intende la medicina olistica e non è così che lo intende il Reiki, uno dei pilastri sul quale poggia, ed è il caso proprio di dire che si tratta delle spalle di giganti, l’intero apparato olistico.

Il reiki è una tecnica di origine giapponese, un percorso di cura (le parole sono importanti, soprattutto in questo frangente) che ritiene che attraverso vari livelli di concentrazione e di canalizzazione dell’energia vitale, possiamo guarirci dai grandi mali della nostra epoca senza ricorrere necessariamente ai medicinali tradizionali.

Il reiki (in giapponese vuol dire proprio energia divina cosmica) è una tecnica che ha preso piede anche in Italia negli ultimi tempi e sono ormai tantissimi coloro che ne hanno beneficiato.

Con l’aiuto di un maestro si può cominciare a superare i blocchi (ne parleremo più avanti) per recuperare uno stato di pace e tranquillità che non è soltanto il più importante dei punti per il benessere, ma secondo le interpretazioni più autentiche del reiki il punto unico del percorso di miglioramento.

Perché il reiki?

Il reiki è una tecnica olistica quasi perfetta, in quanto ha delle caratteristiche e delle proprietà che incarnano alla perfezione i dettami e il pensiero della filosofia olistica di benessere:

  • può essere appreso da tutti: non importa il ceto sociale, la predisposizione, il talento naturale o il percorso di studi. Il reiki è una filosofia aperta a tutti che permette a chiunque di diventare maestro e di praticarla
  • tratta l’uomo come un tutto e non come una somma di parti: il reiki non si occupa delle malattie o dei singoli organi, ma tratta il nostro corpo come un tutto, dove l’equilibrio è più della somma delle parti. Per questo motivo si tratta di una filosofia fondante per tutto il movimento olistico.
  • si preoccupa del benessere e non della guarigione. Un corpo in salute e un equilibrio perfetto tra psiche e carne sono una base che permette di vivere senza ammalarsi, piuttosto che che ossessionarsi con la guarigione al problema specifico. Chi vive nel Reiki vive meglio, anzi, vive semplicemente bene.

E se mi dovesse far male?

Il Reiki non ha controindicazioni in quanto viene praticato esclusivamente per tramite dell’imposizione delle mani. Non ci sono persone che non possono sottoporvisi, non ci sono persone che possono avere ripercussioni negative dal Reiki.

Il primo passo? Parlarne con un maestro. Vi aspettiamo presso le nostre strutture.

Due studi condotti per ora solo in laboratorio svelano un possibile nuovo effetto negativo del sale: sarebbe in grado di stimolare una famiglia di globuli bianchi “ribelli”, che attaccano l’organismo provocando varie malattie autoimmuni come la sclerosi multipla

Per ora è ancora solo un sospetto, suffragato però da due articoli pubblicati su Nature, una delle più importanti riviste scientifiche del mondo: esagerare con il sale a tavola non favorirebbe solo lo sviluppo di ipertensione arteriosa, malattie del cuore e perfino il cancro, come ormai tutti sanno, ma potrebbe rappresentare un fattore di rischio anche per quelle patologie dette autoimmuni, in cui il sistema immunitario, invece di difendere l’organismo solo dagli agenti esterni, gli si rivolta contro.

In questa reazione è spesso coinvolto un particolare sottogruppo di globuli bianchi del sangue, chiamati linfociti Th17, su cui si sono concentrati gli autori dei due lavori. «Abbiamo scoperto che la produzione di queste cellule dipende da un enzima sensibile alle concentrazioni di sale» spiega Vijay Kuchroo, immunologo del Brigham and Women’s Hospital di Boston, nel Massachusetts. «L’esperimento successivo quindi è stato facile» ammette David Hafler, neurologo dell’Università di Yale. «E’ bastato aggiungere sale ai terreni di coltura delle cellule, animali e umane, per dimostrare che in questo modo si formavano molti più globuli bianchi di questa “genìa ribelle”».

La controprova è venuta poi provando ad alimentare topi da laboratorio con una dieta ricchissima di sale: per l’aumento del numero di queste cellule in circolo, gli animali hanno sviluppato una grave infiammazione su base autoimmune del cervello e del midollo spinale, una encefalomielite che viene considerata un modello sperimentale della sclerosi multipla che si sviluppa spontaneamente negli esseri umani.

Anche negli uomini quindi, la colpa della malattia è nell’eccesso di sale nella dieta? «E’ troppo presto per dirlo» risponde Hafler, «anche se il fenomeno potrebbe contribuire a spiegare l’aumento di frequenza di alcune condizioni autoimmuni che si è registrato negli ultimi cinquant’anni nei Paesi più ricchi, dove il consumo di sale, voluto o nascosto nei cibi, è molto maggiore che in quelli meno sviluppati e mediamente molto al di sopra delle effettive necessità dell’organismo».

Insomma, se non è proprio il principale responsabile della sclerosi multipla, il sale potrebbe rappresentare un importante fattore di rischio, insieme ad altri, per lo sviluppo di questa e altre malattie autoimmuni. «Non necessariamente di tutte, però» precisano gli esperti. «Quel che vale per la sclerosi multipla non si applica necessariamente al diabete di tipo I o all’artrite reumatoide».

Il prossimo passo dovrebbe ora prevedere studi clinici in cui persone a rischio di sviluppare malattie autoimmuni si sottopongano a una dieta a basso tenore di sodio, per verificare se questo provvedimento riesce in qualche modo a proteggerle. «Se anche così non fosse, comunque, ci guadagnerebbero comunque in salute» conclude il ricercatore statunitense, «per tutti gli effetti benefici che una dieta meno salata è già dimostrato che comporta».

Malattie da raffreddamento: cure omeopatiche

Nelle malattie da raffreddamento, infezioni virali e batteriche proprie dell’inverno possono essere somministrati vari rimedi omeopatici in base alla tipologia del soggetto e alla sua sintomatologia per cui è sempre consigliabile rivolgersi ad uno specialista. Elenchiamo qui di seguito solo alcuni dei molti rimedi utilizzabili.

Per il raffreddore comune abbiamo a disposizione vari rimedi omeopatici. Ricordiamo la Nux Vomica che è attiva sia per il raffreddore col naso che cola sia per quello con naso chiuso. La Nux Vomica o Noce Vomica appartiene alla famiglia delle longanace ed è una stricninina che a dose omeopatica non ha nessun effetto tossico, anzi ha un’azione di disintossicazione del fegato sopratutto nei soggetti sedentari ed irrascibili. Si tratta di un vegetale  caratteristico delle Indie, di Ceylon e dell’Indocina. È adatto nei raffreddori bruschi che si presentano con starnuti al mattino nel letto e  appena il soggetto si alza. Una caratteristica è che  il naso è chiuso di notte e fluente di giorno. Un’altra caratteristica che indirizza verso l’uso di questo rimedio è che questi soggetti peggiorano in una camera calda, mentre migliorano all’aria fredda. La tosse è secca da mezzanotte al mattino, ed  impedisce il sonno. Tutti i sintomi peggiorano: con il movimento, dopo aver mangiato con ripercussioni dolorose alla testa e al ventre.

Per il raffreddore col naso che cola un rimedio spesso efficace è  Allium Cepa, la comune cipolla a dosi omeopatiche che come tale ha effetti opposti a quelli provocati dalla cipolla. Si tratta di raffreddori dopo esposizione a vento umido. Il flusso nasale è abbondante acquoso, bruciante le narici e il labbro superiore accompagnato da lacrimazione abbondante non bruciante. È un raffreddore che peggiora la sera, entrando in una stanza calda e migliora all’aria aperta. Gli starnuti sono frequenti. Ed il flusso nasale che cade goccia a goccia è acquoso e bruciante

Un altro rimedio del raffreddore acquoso, bruciante, che provoca escoriazioni al labbro superiore e migliora col calore è Arsenicum Album, anche qui un veleno che a dose omeopatica diventa terapeutico. Questo è un rimedio utile anche nel raffreddore allergico da fieno e nelle forme asmatiche associate.  Può essere presenete anche tosse secca, tagliente, seguita da vomito con espettorati poco abbondanti e schiumosi, come della saliva schiumosa.

Per il raffreddore con il naso chiuso oltre alla Nux Vomica ricordiamo la Dulcamara, ed il Sambucus, tutti e tre appartenenti al regno vegetale.

In Dulcamara abbiamo mucosità che non possono venire espulse che si accompagnano a tosse secca, roca, spasmodica che peggiora passando dal caldo al freddo umido e peggiora stando coricati, mentre  migliora all’aria aperta,

In Pulsatilla il raffreddore si presenta con brividi costanti, perdita del gusto e dell’odorato, naso secco e otturato di sera, fluente al mattino, sempre peggiorato  in una camera calda,  migliorato all’aria fredda. Il tutto si accompagna da raucedine;  la tosse se è presente è secca di notte o di sera dopo essersi coricato, obbligando il malato a sedersi per ottenere un sollievo, ricomparendo non appena il malato si ricorica è spossante perché impedisce il sonno.

Sambucus Nigra è invece caratteristico di mucosità che non possono venire espulse sopratutto indicato nei bambini piccoli.  Il naso è secco e completamente chiuso. Il bambino non può respirare, ha sempre la bocca aperta. Il bambino si sveglia bruscamente verso mezzanotte con soffocamento intenso, cianosi della faccia e delle estremità. Seduto  la crisi passa per ricomparire poi nuovamente. Il bambino inspira ma non può espirare per l’occlusione nasale. Anche in questo rimedio possiamo trovare associata tosse brusca, soffocante, tipo pertosse con inspirazione regolare ed espirazione sibilante.

 

Per la tosse oltre al già citati rimedi che possono includere questo sintomo segnaliamo per la tosse secca due  rimedi vegetali: la Bryonia e ilRumex Crispus. Nel primo la tosse è secca, convulsa, peggiora per un minimo movimento, andando dal freddo al caldo, entrando in una camera calda, respirando profondamente, migliora con il riposo assoluto. Nel secondo la tosse è secca, continua, stancante,  peggiora alla minima inspirazione d’aria fresca, migliora con il calore ed è accompagnata talvolta da incontinenza urinaria.

Ancora per la tosse secca un cenno a Spongia Tosta è doveroso, si tratta della spugna bruciata. Il soggetto che necessita di questo rimedio presenta secchezza estrema della faringe, della laringe e della trachea come se fossero “di legno”. Raucedine con voce rauca, dolori brucianti parlando e sensibilità della laringe al tatto. Tosse secca, crupale, sibilante, comparabile al rumore di una sega.

 

Quando la tosse è invece grassa il rimedio principe è Antimonium Tartaricum:

Un tartrato doppio d’antimonio e di potassio in dose omeopatica.

Si presenta con un grande accumulo di muco nelle vie respiratorie. Molti rantoli ma poco espettorato. Respirazione molto rumorosa, dispnea intensa, stato cianotico del viso, tendenza asfittica, sudori freddi, prostrazione, ansia. Tosse spasmodica soffocante che peggiora con un minimo assorbimento di cibo e verso le tre del mattino obbligandolo a sedersi sul letto.

Anche la radice brasiliana di Ipercacuana conosciuta in omeopatia come Ipeca è propria delle tossi grasse spasmodiche incessanti, violente, soffocanti a ogni inspirazione.

 

Per il mal di gola tre  sono i rimedi più usati

Belladonna, Apis e Mercurius solubilis. Il primo è una solanacea utile in tutti gli stati infiammatori febbrili, o non, del cavo orale. Il secondo, ricavato dal veleno di ape, è anch’esso ottimo per gola arrossata e bruciante sopratutto se associata a febbre superiore ai 38 gradi. I due rimedi si possono anche associare o alternare.

Mercurius solubilis è invece caratteristico delle tonsilliti a placche infettive.

 

Per la febbre si utilizzano molti dei rimedi già citati, se ne corrispondono i sintomi, tra cui la primo posto Belladonna ed Apis.

I dosaggi dei rimedi omeopatici nelle fasi acute della malattia vengono tutti somministrati alla 5 o 6 ch   2 granuli sotto la lingua (senza toccarli con le mani) ogni 30 – 60 minuti da distanziare col miglioramento. Fa eccezione il Mercurius Solubilis che non andrebbe mai somministrato ad intervalli inferiori alle 4 ore.

Gli stessi rimedi si possono somministrare a diluizioni più alte (che in omeopatia equivale a dire più forti, ma sotto controllo medico.

Può infine essere utile somministrare nei casi che non tendono alla guarigione

Sulphur 30 ch 2 granuli la sera per rompere la cronicità del processo.

 

Consigli pratici:

Per la febbre scaldare dell’aceto di vino ed inzuppare con questo aceto caldo dei calzettoni da far indossare al malato fino all’asciugatura dei medesima, quindi ripetere l’operazione.

Tenere i bambini scoperti in caso di febbre alta e accertarsi che abbiano una defecazione quotidiana (se l’intestino è ostruito la febbre non passa).

Non preoccuparsi di far passare rapidamente la febbre tenendo presente che la febbre viene per uccidere e rendere innocui i microrganismi che non riescono a vivere a temperature superiori ai 38 gradi. Preoccuparsi di bere molta acqua a basso residuo fisso durante la febbre e il mal di gola.

Per il raffreddore e il mal di gola pulire il naso tre volte al giorno con soluzione fisiologica: acquistare un flacone di fisiologica da 200 ml, aspirare con una siringa 10 ml e iniettarli, ovviamente senza ago prima in una narice e poi nell’altra.

Per il mal di gola fare gargarismi 4 volte al giorno con Calendula Tintura Madre, 40 gocce in un bicchiere di acqua. Astenersi dal consumare latte e derivati durante gli stati febbrili e infiammatori in quanto peggiorano lo stato infiammatorio delle mucose e la secrezione delle medesime.

Assumere alte dosi di vitamina C possibilmente naturale tipo la Rosa Canina in Tintura Madre o come Gemmo derivato (40 gocce 2 o tre volte al giorno).

Per la tosse e il raffreddore sono anche utilissimi i suffumigi, una tecnica antica che consiste nel respirare vapori caldi di alcune essenze vegetali: foglie di eucalipto o alcune gocce di tea tree oil per il raffreddore, malva per il mal di gola.

Contro la tosse è utilissimo il miele da uno a due cucchiai da aggiungere ad una tisana di malva con mezzo cucchiaino di cannella.

Se il bambino bagna il letto dopo i  tre anni non si deve drammatizzare. Prima di quattro anni se il bambino si bagna durante il giorno, non fa nulla. Si noti che il 10% dei bambini bagna il letto all’età di sei anni.

L’enuresi o pipì a letto ha un background psicologico, ed indica che il bambino è in difficoltà. La cosa migliore da fare in questi casi è è  consultare un omeopata.

Ecco alcuni rimedi da dare  mentre lsi attende a consultazione omeopatica:

Belladonna Ch 9: l bambino ha un sonno agitato, il sonno a parlare e sognare di minzione.

L’acido benzoico 9CH: le urine del bambino hanno un forte odore

Causticum 9CH: Il bambino ha enuresi ma c’è anche la perdita di urina durante il giorno.

Equiseto hiemale 9CH: Non vi è alcun sintomo particolare, ma il bambino bagna il letto di notte.

Hyoscyamus 9CH: Il bambino non solo perde pipì ma vi è anche la presenza di feci.

Sepia 9CH: Il bambino ha enuresi durante il suo primo sonno, all’inizio della notte.

Il dosaggio è di cinque granuli tre volte al giorno.